Apprendimento ed emozioni

Per lungo tempo l’apprendimento e le emozioni sono stati considerati aspetti separati, mentre il loro legame è molto stretto. Tante volte si sente dire che un bambino non si impegna o non ha voglia di studiare. Essendo insegnante, oltre che psicoterapeuta, mi accorgo che questo accade ancora oggi molto spesso. In realtà fino ai 10 anni il piacere di imparare cose nuove dovrebbe essere al massimo grado. I bambini sono curiosi e traggono piacere dall’apprendere cose nuove. Qualcuno potrà obiettare dicendo che da sempre i bambini preferiscono giocare piuttosto che stare chini sui libri! Ciò è in parte vero, nel senso che i comportamenti su cui soffermare la nostra attenzione riguardano il tipo di approccio che il piccolo ha durante lo studio: si distrae e trova mille scuse per alzarsi o fare altro? Si arrabbia al primo errore commesso? Si scoraggia di fronte al primo ostacolo? Senza volermi dilungare in ricerche o dati scientifici, voglio solo sottolineare che apprendere coinvolge vari aspetti della mente umana. Tanto per citarne alcuni: l’autostima, l’attenzione, la motivazione a raggiungere un obiettivo….

Direi che anche lo studio, così come altri ambiti della vita, sia il luogo in cui si possono manifestare disagi ai quali diamo spesso etichette frettolose come il: “non ne ha voglia”!