Bambini e dislessia. Primi segnali, difficoltà,errori e diagnosi tempestiva

La dislessia, forse la più nominata fra i DSA, è un disturbo di decodifica del testo scritto. Si definisce “dislessia” una disabilità caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/ o fluente e da scarse abilità nella decodifica e nella scrittura.

I segni grafici di ogni lingua, per intenderci le lettere scritte, sono chiamate grafemi. Il bambino dislessico fa fatica a identificare le lettere e a tradurle in suoni, per questo non legge bene e ha difficoltà a scrivere.

Ci sono diverse teorie sul perché un bambino sia dislessico ma ancora non c’è una risposta esauriente.

C’è una teoria che si basa sul riconoscimento dei suoni e sull’associazione dei suoni con le lettere (teoria fonologica) e un’altra invece, che si basa sull’elaborazione visiva, che spiega la dislessia come difficoltà  a distinguere le lettere che formano una parola e perciò le immagini risulterebbero in movimento e offuscate. Un’altra ancora pensa che le aree interessate siano più di una, visto che molti dislessici hanno anche difficoltà nella coordinazione occhio-mano, per esempio possono avere difficoltà ad imparare ad allacciarsi le scarpe o a memorizzare informazioni in sequenza come le tabelline, i mesi dell’anno.

 

Qualunque sia la spiegazione, appare chiaro che leggere e scrivere diventano per un bambino dislessico attività molto lente e difficoltose che richiedono un elevato dispendio di energie. Mentre in un bambino che legge normalmente il processo diventa automatico, il bambino dislessico non riesce a farlo nello stesso modo, questo significa che avrà difficoltà a capire cosa legge.

Infatti, se leggere è un processo automatizzato, non è necessaria una grande “quantità” di attenzione per farlo. È come  quando si impara a guidare: i primi tempi staremo molto attenti a tutti i passaggi necessari, ma una volta imparato, per noi non è più un problema guidare pensando ad altro.

Invece, dato che  tutta l’attenzione del bambino dislessico è impegnata nella decodifica del testo scritto, difficilmente  riesce a comprenderlo: tanto più lenta sarà la lettura, tanto maggiore sarà la difficoltà di capire ciò che ha appena letto.

Esistono alcuni errori tipici che i dislessici compiono durante la lettura o la scrittura che possono essere considerati dei segnali di dislessia. Questi sono quelli più frequenti:

  • inversione di lettere   “li” anziché “il”
  • sostituzione di suoni  m/n  f/v  t/d  c/g  p/b
  • omissione di lettere  “tano” anziché “tanto”
  • aggiunta di lettere     “tavololo” anziché “tavolo”

Se hai notato che il tuo bambino commette questi errori o se gli insegnanti ti hanno fatto presente queste difficoltà contattami per una diagnosi precisa.

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La dislessia è presente fin dalla nascita e, in alcuni casi, ci sono alcuni segnali già alla scuola materna. Ad esempio, i bambini che  confondono  suoni simili come  balla con palla. In questi casi  si può intervenire con il gioco per stimolare nel bambino la distinzione dei singoli suoni che compongono una parola.
Arrivati alla scuola primaria, inizia il vero e proprio studio per imparare a leggere e scrivere.

Solo dopo i primi due anni di scuola elementare, che è il tempo entro il quale mediamente ciascun bambino riesce a leggere e a scrivere con una certa velocità, si può porre diagnosi di dislessia.

Prima di tale periodo è molto alto il rischio di sbagliare una diagnosi, ci sono  bambini che  semplicemente hanno bisogno di più tempo per imparare certe cose.

In particolare, da recenti studi, emerge che soprattutto in caso di bimbi particolarmente intelligenti, i DSA non vengano segnalati e diagnosticati alla scuola primaria ma solo dopo.

 

Una volta trascorsi i primi due anni di scuola elementare,  si possono notare i segni caratteristici di una probabile dislessia.

E’ dovere di un’insegnante segnalare eventuali dubbi ai genitori così da poter fare una diagnosi puntuale e tempestiva.

Meglio effettuare una visita in più che dissipi un dubbio, piuttosto che evitarla e avere conferma di qualcosa del genere troppo tardi.

Non diagnosticare in tempo un bambino con DSA può compromettere il suo futuro scolastico.

Si stima che molti dei bambini con DSA, non siano diagnosticati tempestivamente e ciò può compromettere il loro futuro scolastico; al contrario una valutazione precisa può innescare l’inizio di interventi mirati che aiutano il bambino a scuola.

Ritengo moralmente doveroso far in modo che un bambino abbia tutti gli strumenti necessari per poter scegliere che lavoro fare da grande. Non bisogna mai negare l’istruzione pensando “chissà cosa farà da grande quindi non importa che studi”.

L’istruzione rende liberi nella scelta e non arreca nessun danno, anzi arricchisce la mente e lo spirito!

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